Quando cominciai questa ricerca sulla banda, agevolata dal fatto che esiste presso l'Archivio Storico Comunale di Spilamberto il fondo "Banda - Teatro" estrapolato dagli atti del Consiglio Comunale della seconda metà dell'Ottocento, pensavo di trovare tutte le coordinate cronologiche inerenti alla sua vita, specie all'istituzione e alle istanze che l'avevano motivata. Mi accorsi invece ben presto che l'anno 1851 che data le prime notizie ufficiali non rappresentava un inizio, bensì una tappa dello sviluppo del corpo bandistico spilambertese. Ne derivò la necessità di procedere a ritroso nel tempo, secondo un iter abbastanza difficile e problematico data la difficoltà di reperire le relative testimonianze.
Per un caso fortunato - la lettura di un articolo sul giornale modenese "La Voce della Verità" del 1835 in merito alla visita a Spilambertodel duca di Modena Francesco IV - venni a sapere dell'esistenza all'epoca della "Banda del Reggimento" formata da suonatori spilambertesi e vignolesi. Portai avanti pertanto una laboriosa ricerca presso l'Archivio di Stato di Modena, in particolare nel fondo "Archivio Militare Austro-Estense" ed ebbi la soddisfazione di vederne documentata la nascita nel 1834 in stretta connessione con l'attività dei Militi Volontari Estensi.
Da alcuni indizi però si può supporre che a Spilamberto esistesse già da prima un corpo bandistico organizzato la cui origine resta per ora avvolta nell'ombra, ma non è da escludere che un altro fortunato caso la porterà in luce.
E' comunque certo che la nostra banda si colloca tra le più antiche del territorio modenese e che la sua esistenza si deve ad una passione musicale profondamente radicata negli spilambertesi e tramandata intatta lungo le generazioni, tanto da superare problemi e ostacoli di ogni genere, soprattutto di ordine economico. La contraddistinguono nel corso dell'Ottocento vari nomi - Banda del Reggimento, Filarmonica dei dilettanti, Banda Comunale, Banda Civica, Fanfara, Banda Municipale, Banda di Spilamberto, di nuovo Banda Municipale affiancata dal nuovo complesso della Fanfara sociale - tuttavia il corpo bandistico rimane sempre una delle espressioni più vere ed autentiche dello spirito e dell'orgoglio civico del paese. E' infatti ben viva al suo interno, e più volte dichiarata, la consapevolezza di rappresentare la comunità spilambertese presso i paesi vicini e il corpo bandistico fa di tutto per ben figurare, anche tramite le uniformi di cui sopravvivono gli eleganti "figurini". Al pari, è viva la consapevolezza di costituire un mezzo eccellente per coinvolgere gli interessi e l'educazione musicale dei giovani sottraendoli alla noia e all'ozio, aspetto sul quale si insiste più volte e che sorregge spesso nuove iniziative.
Coinvolgente e per più aspetti curioso e divertente è stato il viaggio attraverso il materiale archivistico, sebbene non sempre di facile lettura e interpretazione. Nella redazione di questo testo ho cercato di esporlo in forma sintetica trascrivendo in corsivo soltanto alcuni brani, specie riguardo ai numerosi regolamenti che hanno retto la vita della banda oppure alle lunghe pratiche burocratiche, noiose e ripetitive. Mi è sembrato opportuno privilegiare piuttosto gli elenchi dei bandisti spilambertesi, nei quali si ritrovano cognomi di famiglie tuttora esistenti, e cogliere quegli aspetti di quotidianità connessi al periodo storico che permettono di penetrare più da vicino nella realtà lontana ma al tempo stesso vicina nel tempo.
Tuttavia, l'indagine sulla lunga vita della banda non è terminata, resta ancora da tracciare la storia nel Novecento, seconda tappa di un lavoro che forse in futuro - lo auguro di cuore - sarà portato avanti.
ringrazio ancora una volta per avere dato l'imput della ricerca e per l'affettuosa stima la dottoressa Paola Corni e il personale tutto della Biblioteca Comunale di Spilamberto che si è prestato con cordiale disponibilità ad agevolare l'indagine archivistica. Ringrazio pure il dottor Angelo Spaggiari direttore dell'Archivio di Stato di Modena e il dottor Riccardo Vaccari per l'aiuto nella consultazione del materiale documentario austro-estense.
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